Albert Camus:
(Mondovi, Algeria francese, 7 novembre 1913 – Villeblevin, 4 gennaio 1960).
Filosofo, giornalista e scrittore francese di romanzi, saggi e opere teatrali. Ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nel 1957.

L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.

Se il mondo fosse comprensibile, non ci sarebbe arte.

Nella storia arriva sempre un momento in cui chi osa dire che due più due fa quattro viene condannato alla pena di morte. L’insegnante ha ragione.

La tragedia della vecchiaia non è che si è vecchi, ma che si è giovani. Dentro questo corpo che invecchia c’è un cuore ancora curioso, ancora affamato, ancora pieno di desiderio come in gioventù. Mi siedo alla finestra e guardo il mondo che passa, mi sento come uno straniero in una terra sconosciuta, incapace di relazionarmi con il mondo esterno, eppure dentro di me arde lo stesso fuoco che un tempo pensava di poter conquistare il mondo. E la vera tragedia è che il mondo rimane ancora così distante e inafferrabile, un luogo che non sono mai riuscito ad afferrare.

L’uomo è l’unica creatura che rifiuta di essere ciò che è.

Tutti i sistemi morali si basano sull’idea che un’azione abbia delle conseguenze che la legittimano o la annullano. Una mente immersa nell’assurdità ritiene semplicemente che tali conseguenze debbano essere considerate con calma. Lui è disposto a pagare. In altre parole, secondo lui ci possono essere dei responsabili, ma non ci sono colpevoli.

È la morte che conferisce al gioco d’azzardo e all’eroismo il loro vero significato.

Il bellissimo cielo di settembre – e una sorta di furia, rabbia, disperazione e amore mi hanno improvvisamente invaso il cuore.

Ti immagino, continuamente.

Origine: l’espressione ha origine biblica. Risale a passaggi dell’Antico Testamento, tra cui i Salmi (16:8), e attribuita a Davide.
Ma il cuore ha una sua memoria, e io non ho dimenticato nulla.

Fonte: Citazione di Albert Camus, dal suo romanzo “La caduta” (1956), tradotto come “La caduta”.
Non mi rassegnerò. Con tutto il mio silenzio, protesterò fino alla fine. Non c’è motivo di dire: “Doveva essere così”. È la mia ribellione che è giusta, e devo seguire questa gioia che è come un pellegrino sulla terra, seguirla passo dopo passo.

Perché sono un artista e non un filosofo? Perché penso in base alle parole e non alle idee.

Un intellettuale è qualcuno la cui mente osserva se stessa.

La mente può osservare se stessa (metacognizione); si possono esaminare criticamente i propri pensieri, presupposti e motivazioni. Implicitamente, può esserci anche una leggera sfumatura ironica: un intellettuale può essere così assorto nell’auto-osservazione che l’azione/la vita diventano distaccate. 📚 Origine: Contesto originale: i quaderni di Camus (brevi osservazioni aforistiche). Citazione come nelle opere di riferimento di Oxford: Carnets (Quaderni), 1935-1942 — spesso citati come scritti nel 1935-1942, pubblicati postumi (1962). ✍️ Autore: Albert Camus (1913–1960) ✅. Fonti di Oxford come Oxford Dictionary of Quotations e Oxford Essential Quotations lo elencano sotto Camus con riferimento a Carnets/Notebooks (1935–42), il che supporta fortemente l’attribuzione.
Ma ti amo anche nel sonno, ti porto con me nei miei sogni.

Questa frase esprime un “amore profondo, costante e incondizionato”. Significa che l’amore per la persona amata non si esaurisce con la veglia, ma permea anche il subconscio e il mondo dei sogni. È una dichiarazione di totale attaccamento, in cui la presenza della persona amata si percepisce costantemente, persino nell’incoscienza del sonno. Suggerisce che la persona amata sia parte integrante dell’esistenza di chi parla, fonte di conforto e felicità, anche nell’oscurità della notte.
📜 Origine e autore:
Questa citazione è spesso attribuita ad Albert Camus, scrittore, filosofo e drammaturgo francese famoso per le sue opere esistenzialiste e dell’assurdo. Si dice che provenga dal suo romanzo “Il primo uomo”, pubblicato postumo nel 1994. In questo romanzo autobiografico incompiuto, il protagonista, Jacques Cormery (che rappresenta lo stesso Camus), esplora il suo passato e le sue relazioni, in particolare con la madre. La frase potrebbe essere interpretata come espressione del profondo e complesso amore filiale che Camus provava per sua madre.
🖋️ Contesto: “Il primo uomo” è un’opera introspettiva in cui Camus ripercorre la sua infanzia in Algeria, il suo rapporto con la madre analfabeta e silenziosa e la sua ricerca di identità. La frase potrebbe essere pronunciata dal narratore alla madre, o forse a un’amante, ma nel contesto del romanzo risuona in modo particolare con l’amore incondizionato e a volte difficile che prova per la madre. Testimonia la profondità dei suoi sentimenti e il posto centrale che lei occupa nella sua vita, anche nei momenti più intimi e personali.