Samuel Butler:
(4 dicembre 1835 – 18 giugno 1902).
Romanziere e critico inglese, noto soprattutto per il romanzo satirico utopico Erewhon (1872) e per il romanzo semi-autobiografico The Way of All Flesh (pubblicato postumo nel 1903 con sostanziali revisioni e pubblicato nella sua forma originale nel 1964 come Ernest Pontifex o The Way of All Flesh). Entrambi i romanzi sono rimasti in stampa dalla loro prima pubblicazione.

L’autunno è la stagione più mite, e ciò che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutta.

Letteralmente, l’autunno presenta meno fiori rispetto alla primavera o all’estate, ma compensa con i frutti maturi e il raccolto.
Metaforicamente, suggerisce che «la maturità e l’età avanzata possono perdere parte della bellezza, della freschezza o dell’entusiasmo tipici della giovinezza, ma guadagnano in sostanza, saggezza, risultati raggiunti e appagamento». In questo contesto, il termine «mellower» (più dolce/maturo) indica una condizione più ricca, mite e consapevole.
✍️ Autore e origine:
La frase è attribuita a Samuel Butler (1835–1902), romanziere e saggista inglese noto soprattutto per “Erewhon” e “The Way of All Flesh” – da non confondere con l’omonimo Samuel Butler (1612–1680), autore di “Hudibras”.
Si trova in:
– “The Note-Books of Samuel Butler” (I taccuini di Samuel Butler)
– Selezionati e curati da Henry Festing Jones
– Pubblicati postumi nel 1912
L’attribuzione a Samuel Butler è dunque ben fondata; tuttavia, poiché la raccolta è stata assemblata a partire dai suoi taccuini privati dopo la sua morte, «la data esatta in cui egli scrisse originariamente la frase rimane incerta».