John Donne:
(nato nel 1571 o 1572, morto il 31 marzo 1631).
Poeta, studioso, soldato e segretario inglese nato da una famiglia di recusanti, che in seguito divenne chierico della Chiesa d’Inghilterra. Sotto il patrocinio reale, fu nominato decano della Cattedrale di St Paul a Londra (1621-1631). È considerato il rappresentante preminente dei poeti metafisici. Le sue opere poetiche sono note per il loro stile metaforico e sensuale e comprendono sonetti, poesie d’amore, poesie religiose, traduzioni latine, epigrammi, elegie, canzoni e satire. È noto anche per i suoi sermoni.

Nessuna bellezza primaverile o estiva ha la stessa grazia che ho visto in un volto autunnale.

Le stagioni simboleggiano le fasi della vita:
– Primavera — giovinezza e freschezza
– Estate — la bellezza nel suo apice convenzionale
– Autunno — maturità e l’avanzare dell’età
Donne afferma che il volto di una donna matura possiede una particolare “grazia, dignità e profondità” che supera la bellezza puramente giovanile associata alla primavera o all’estate.
Nella poesia, egli contrappone la bellezza giovanile — capace di suscitare un intenso desiderio fisico — alla bellezza matura, che ispira affetto misto a “rispetto e venerazione”. Pertanto, un “volto autunnale” non è letteralmente un volto visto in autunno, bensì un’immagine poetica per indicare una donna nella stagione matura della sua vita.
La citazione è dunque una celebrazione della “bellezza arricchita dall’età, dall’esperienza e dal carattere”, sebbene l’intera poesia operi anche una distinzione, tipica di Donne, tra la maturità aggraziata e la vecchiaia estrema.
✍️ Autore e origine:
Il verso è di John Donne (1572–1631).
È tratto dalla poesia comunemente intitolata “The Autumnal” (L’autunnale), spesso numerata come “Elegy IX” (la numerazione varia a seconda delle edizioni).
La formulazione originale è:
> “No spring nor summer beauty hath such grace,
> As I have seen in one autumnal face.”
Le poesie di Donne circolavano in forma manoscritta durante la sua vita; “The Autumnal” fu pubblicata postuma nella raccolta “Poems, by J. D.” (1633). La versione che utilizza “or”, “has” e “an” è un adattamento modernizzato dell’originale.