Alexander Smith:
(1829/30–1867).
Poeta e saggista scozzese, associato alla Spasmodic School, scuola poetica nota per le immagini intense e la variazione metrica. Pubblicò raccolte di poesie come “City Poems”, un poema epico della Northumbria intitolato “Edwin of Deira” e opere in prosa come ‘Dreamthorp’ e “A Summer in Skye”. Morì giovane a 37 anni ed era noto anche per aver curato le edizioni delle opere di Burns.

Durante l’anno non ci sono giorni più delizioso come quelli di un bellissimo ottobre.

La frase completa è la seguente:
> “Nell’intero ciclo dell’anno, non ci sono giorni più deliziosi di quelli di un bel mese di ottobre: quando gli alberi si stagliano spogli contro il cielo tenue, le foglie rosse ricoprono la strada e si sente il respiro dell’inverno al mattino e alla sera; non ci sono giorni così calmi, così teneri e solenni, e con una tale riverente compostezza nell’aria.”
Smith elogia ottobre come il periodo più bello dell’anno, e la parte sorprendente sta nel “cosa” esattamente stia elogiando. Non sono le calde e radiose giornate estive. Sono le tranquille e malinconiche giornate del tardo autunno. Gli alberi sono quasi spogli, le foglie giacciono sulla strada e nell’aria del mattino e della sera si può già sentire l’inverno avvicinarsi. Definisce questi giorni “calmi” e “tenero e solenne”, con una “reverenziale compostezza” nell’aria, come se la natura fosse in uno stato d’animo silenzioso, quasi devoto. La frase trasmette anche un’idea tipica dell’epoca vittoriana: la bellezza raggiunge il suo apice quando volge al termine. Ottobre è una stagione meravigliosa, in parte perché rappresenta l’ultimo momento di mitezza prima del freddo. Questa qualità agrodolce è il motivo per cui questo brano viene citato così spesso ogni autunno.
Origine:
Diversi dei suoi saggi più noti furono raccolti in “Dreamthorp” (1863), un libro di prosa contemplativa e serena sulla vita di campagna, i libri e le stagioni. Sospetto che l’estratto provenga da lì, ma nessuna delle fonti che ho consultato menziona il saggio specifico, quindi non posso confermarlo con certezza.
Autore:
Alexander Smith (1830-1867).
Poeta e saggista scozzese, associato alla cosiddetta scuola poetica “spasmodica”. Morì giovane, all’età di 36 anni.